Ultimo aggiornamento: 02/09/2005
Aspettando Doom 4
Correva l'anno 1994 quando le "nuove potenzialità" dei processori 80486 permisero lo sviluppo del primo Doom. La ID Software, dopo la novità del primo sparatutto in tre dimensioni della storia, ovvero Wolfenstein 3D, rilasciò per l'appunto Doom (chiamato ora dai fan Classic Doom). Anche se dotati dello stesso identico motore grafico, il primo Doom non avvicinò minimamente il successo di Doom 2 forse perchè decisamente più dark, con troppi luoghi chiusi e mappe labirinto che dopo poco tempo stancavano il giocatore. Doom 2 presentò invece una giusta proporzione tra luoghi chiusi e aperti, ed il gioco, anche se aveva mappe molto lunghe, era piacevole e scorrevole. La qualità grafica, inutile a dirlo, era la migliore dell'epoca. Per giocarci fluidamente occorreva almeno un 486DX2 con 8Mb di RAM ed una sound blaster preferibilmente Creative.
Dopo 10 anni di attesa finalmente il ritorno di Doom ha deliziato i nuovi videogiocatori e scatenato piacevoli ricordi ai più grandi. Nel frattempo la ID Software si è ricoperta di numerosissimi successi e come al solito è stata la principale protagonista nella scena mondiale. Ricordiamo il primo Quake del 1995 (Quake Classic) che portò ad una nuova rivoluzione grafica introducendo il 3D reale (cioè disegnato realmente in tre dimensioni) al posto del 3D simulato (cioè quello usato in Doom ed in Duke Nukem e Shadow Warrior della 3DRealms). Quake 2 (1997) introdusse il supporto 3DFX e OpenGL che unito alle schede accelerate dell'epoca (3DFX Voodoo 2) portò la grafica a standard decisamente più alti. Nel 1999 uscì Quake 3 Arena, ennesima rivoluzione grafica che tuttora è utilizzato per testare le nuove schede grafiche in OpenGL. Proprio con Quake 3 la ID Software rispose a Epic MegaGames & Digital Extremes, i quali nel 1998 avevano prodotto lo spettacolare Unreal e che iniziarono un aspro confronto a colpi di motori grafici sempre più potenti e precisi che dura ancora oggi, anche se ora competono molte altre Software House.
Dopo questi titoli iniziò l'era della produzione "industriale" degli sparatutto 3D, sempre migliori e ricchi di novità capaci di attirare irresistibilmente gli appassionati di questo genere. Per quanto riguarda la ID citiamo Return To Castle Wolfenstein, mentre la rivoluzione successiva avvenne per mano della Epic MegaGames, iniziata con Unreal e continuata con Unreal 2 e i vari Unreal Tournament. 
Nel 2004, dopo una lunga attesa, uscì finalmente Doom 3, una rivisitazione moderna del classico Doom 2. Doom 3 infatti presenta una storia simile e anche i nemici e le armi sono tratte dal titolo precedente. Con Doom 3 la ID Software ha chiaramente fatto intendere chi è il leader del settore, il motore grafico è in grado di produrre un realismo fotografico e degli effetti praticamente cinematografici. Tutto ciò, unito ad una storia intensa e coinvolgente, crea l'ultima opera d'arte della ID Software.
Da sottolineare l'uscita sempre nel 2004 di Half-Life 2. L'incredibile capolavoro della Valve ha impressionato per la qualità degli effetti grafici ma soprattutto per il realistico motore della fisica che ha portato ad una nuova concezione di giocabilità.